domenica, 14 marzo 2010

Le tre sorelle

Vediamo se con questo articolo riesco ad essere almeno un pochino provocatorio. Non è nella mia natura esserlo tanto per esserlo, ma se serve a stimolare la discussione perché no.

Lo spunto, manco a dirlo, mi è venuto dalla recente presentazione da parte di Canonical del suo nuovo "vestito grafico", con tutti i significati annessi e connessi più o meno commerciali. Nelle righe seguenti mescolo un po' di fantasia e un po' di realtà con lo scopo di creare comunque un quadro verosimile inteso a far meditare. Il titolo dell'articolo, le tre sorelle, si riferisce a Microsoft, Apple e Canonical, e con un velo di satira si rifà volutamente alle "Sette sorelle", le compagnie petrolifere molto influenti sul mercato mondiale che decisamente non hanno un'immagine positiva nell'opinione pubblica.

Per il resto dell'articolo ci posizioniamo in un non meglio precisato futuro prossimo.



Le nostre tre sorelle puntano ognuna sulla propria tecnologia. Microsoft su Windows, Apple su OS-X (basato anche su motore freeBSD), e Canonical su Linux (attraverso le varie distribuzioni Ubuntu, Kubuntu, Xubuntu, ecc.). Queste tre grandi compagnie si suddividono il mercato dei sistemi operativi, lasciando le briciole ad alternative minoritarie.
  • Microsoft per lungo tempo è stata la maggiore delle sorelle. La concorrenza faceva enorme fatica a penetrare il mercato e Bill Gates è stato per anni, non a caso, l'uomo più ricco del mondo. Non c'è molto da aggiungere. Microsoft è riuscita, nel momento storico più adatto, ad offrire un prodotto a pagamento, ma non troppo caro, che funzionasse decentemente sulla maggior parte dell'hardware venduto. Il cliente ha davanti a sé solo la scelta del computer che più gli piace, al resto ci pensa Microsoft.
  • Apple è stata per lungo tempo la sorella di mezzo. Meno pragmatica e più visionaria della maggiore, ha sempre puntato sul design alternativo ed elegante, e sulle soluzioni tecnologiche diverse dagli altri. Inutile nasconderlo, il suo cuore d'artista le ha fatto tirare la cinghia e quasi morire di fame, ma poi all'ultimo momento ha avuto il lampo di genio: coltivare a tutti i costi questa sua immagine alternativa, un po' naif, pur agendo dietro le quinte come la più spietata delle aziende capitaliste. E ci è riuscita. I suoi clienti si sentono parte di un élite e pagano volentieri più soldi pur di possedere un oggetto Apple. Però le masse non è possibile conquistarle con questa politica. Microsoft sarà meno simpatica, ma fa meno male a portamonete.
  • Canonical è stata per lungo tempo la sorellina minore, persino simpatica tanto era minore. Finché non si infastidisce la concorrenza si viene guardati con occhio bonario, perfino incoraggiati a non mollare. Un curioso esperimento piuttosto che una seria concorrente insomma. Ma "le piccole donne crescono" e con il tempo Canonical si è profilata come la più temibile delle tre sorelle. Perché? Perché ha da sempre puntato sulla tecnologia vincente. Era solo questione di tempo, non di dubbio sulla sua riuscita. Canonical è piombata come un meteorite devastante nel bucolico mondo dei geek e dei nerd di Linux. Il mondo prima era tutto un fiorire di iniziative con molta buona volontà, ma con poca concretezza aziendale. Il mondo prima era tutto un fiorire di virtuosi del terminale, di questa casta di puri per i quali pronunciare Wall Street o Borsa equivaleva a bestemmiare. Poi è arrivata Canonical. Col suo bel faccino pulito, col suo puntare tutto sulla comunità volontaria, sull'aiutarsi l'un l'altro, sembrava essere l'uovo di colombo. Unire le capacità e la volontà del singolo con le potenzialità di Linux in una struttura ben organizzata. Il sogno però si è ben presto infranto contro il muro della dura realtà! La ex sorellina ha rivelato la sua vera natura. Da timida e inibita adolescente si è trasformata in una donna sicura di sé e pronta a farsi un sol boccone del mercato dei sistemi operativi.

Arriviamo così ai giorni nostri e alcune considerazioni sono d'obbligo. Il mercato dei sistemi operativi è suddiviso fra le tre sorelle come lo è sempre stato, ma sono le percentuali ad essere notevolmente cambiate. Oggi possiamo approssimare un 37% per Microsoft, il solito 12% per Apple e il rimanente 51% per Canonical.
Da quando a suo tempo, prima del rilascio di Ubuntu 10.04, Canonical ha annunciato la decisa sterzata nella sua veste grafica, con relativi significati dietro ogni suo elemento, ecco che si sono rinvigorite le voci critiche verso questa azienda che, a detta di alcuni, promuove sì Linux, ma a modo suo, troppo promiscuo con il mondo degli affari. Qui si evidenzia l'eterno paradosso del mondo Linux: da una parte si vorrebbe dominare il mondo, convinti della bontà e superiorità della propria tecnologia, dall'altra non ci si vuole aprire al mondo perché si è convinti che così facendo si perderebbe lo spirito originario. Quello stesso spirito che ha raccolto un'enorme comunità attorno al progetto di Linus Torvalds, basato a maggioranza sul volontariato, e che ha creato un alone particolare di umanità finalmente unita e rivolta a creare un bene comune, senza interessi particolari, ugualitaria, a beneficio di tutti, ricchi o poveri, bianchi o neri.
Canonical si è trovata ben presto contro tutti: Microsoft e Apple per evidenti ragioni di concorrenza, le distribuzioni Linux concorrenti per le stesse ragioni e in più perché Canonical è l'ultima arrivata e ben presto ha lasciato sul posto tutti, la comunità dei duri e puri di Linux perché ha tradito gli ideali, una fetta di utenti perché anche loro credono in certi ideali e adesso sono assaliti dai dubbi. Qualcuno si è addirittura spinto a dire "Canonical è la nuova Microsoft sotto altra veste". Bestemmia!

E noi cosa possiamo dire? Beh, a mio modesto parere credo di intravedere in tutto ciò il materializzarsi di un momento epocale per i destini di Linux. La comunità intera deve mettersi davanti ad uno specchio e farsi alcune domande, apertamente, senza censure, anche con una buona dose di autocritica.
  • è vero o non è vero che il mondo Linux ha enormi potenzialità, ma è confusionario e senza una linea di condotta chiara?
  • è vero o non è vero che un esercito con troppi generali non combina niente, ma nemmeno uno con soli soldati che non obbedicono agli ordini di nessuno? Prova ne è che l'argomento più in voga negli ultimi tempi è la posizione a sinistra dei pulsanti sulle finestre (vista la facilità nel cambiarne la disposizione io mi concentrerei su ben altri argomenti per la verità)
  • è vero o non è vero che un progetto complesso come Linux e relative distribuzioni, se vuole imporsi sul mercato, non può più permettersi di affidarsi solo al genio, o alla vena di qualche personaggio che trascina il gruppo fin che ne ha voglia?
  • la comunità ha o non ha la volontà di andare sul mercato a fare veramente concorrenza a Microsoft ed Apple? Se sì, perché alcuni insistono a dire che la riga di comando è la cosa migliore da usare quando viviamo in un mondo di interfacce grafiche e di schermi tattili estremamente intuitivi? (la riga di comando è veramente lo strumento migliore, ma per i sistemisti e i geek, non per la massa là fuori da conquistare sul mercato)
  • cosa c'è di male a guadagnare con Linux? Perché Red Hat lo può fare impunemente da anni, mentre Canonical appenna accenna ad un piano di business viene criticata?
  • è vero o non è vero che Mark Shuttleworth ha sempre chiarito, dal primo giorno, che Canonical l'avrebbe foraggiata lui solo fino al giorno in cui sarebbe stata autosufficiente? Autosufficiente con cosa se non con un chiaro piano di business? Dove sta lo scandalo in tutto questo?
Sicuramente ci sono altre domande che la comunità deve porsi, ma non voglio dilungarmi troppo. In ogni caso una grande, fondamentale, differenza esiste ed esisterà sempre fra le tre sorelle. Diventando cliente di Microsoft e Apple, sei nelle loro mani completamente. Diventando cliente di Canonical puoi ancora permetterti delle scelte. Nessuno ti obbliga ad usare Ubuntu o altra derivata. Se ritieni che il marchio Canonical non sia più etico secondo i tuoi parametri, basta che cambi distribuzione; ne esistono centinaia. Userai sempre Linux, ma non più della famiglia Canonical. Ubuntu e derivate sono e saranno sempre gratuite. Nessuno ti obbliga all'acquisto di alcunché. La comunità libera dei forum e dei blog riguardanti Ubuntu esiste ed esisterà sempre.

D'altro canto se rinunci al marchio Canonical devi essere cosciente di perderci qualcosa:
  • uno dei pochi, se non l'unico, progetto sviluppato attorno a Linux che ha una linea guida chiara, aziendale vera e propria.
  • a costo di subire critiche, Canonical impone una sua linea che può non piacere a tutti, ma che porta i suoi frutti (imporre scelte ad una comunità fondamentalmente anarchica come quella che ruota attorno a Linux è un'operazione delicata, ma se si sopravvive a questa fase critica, allora c'è speranza):
  • praticamente ogni sito che presenta software per Linux, anche il più remoto e nascosto, ha nella sezione dei dowload un pacchetto pronto per Ubuntu e istruzioni per gli altri. Come utente Ubuntu ormai vado sul sicuro: se voglio provare qualcosa so che lo troverò già pronto per la mia piattaforma.
  • offrire una piattaforma di lavoro comunitario come Launchpad è stato un passo vincente. Moltissimi sviluppatori e progetti si sono affidati a questa piattaforma che facilita sviluppo, traduzioni, gestione dei bug. Di riflesso tutti gli utenti Ubuntu possono approfittare di una miriade di pacchetti software già compilati nei repository PPA che altre distribuzioni non possono offrire.
  • la scelta di non essere estremista riguardo ai driver e ai codec proprietari, ma di permettere una facile installazione a chi lo desidera (e a chi legalmente lo può fare), è pure pagante per inserirsi sul mercato. Alla gente comune interessa assai poco se la canzone preferita la può ascoltare con software libero o proprietario. Anzi non sa nemmeno cosa significhi.
  • trovare partner commerciali e collaborazioni con grandi attori del mercato come Dell, Google, HP, Amazon ecc., è possibile solo se ci si presenta come una realtà aziendale solida e credibile. Canonical può fare questo e lo sta facendo. Altri attori nel mondo Linux decisamente meno.
Ecco. Questo è quanto mi sento di dire e proporre come spunto di discussione sugli ultimi sviluppi avuti dopo la presentazione della nuova veste grafica di Ubuntu. A voi l'ardua sentenza.


appendice 1: a dire il vero potrei aggiungere anche Google come quarta sorella, ma visto che alla base dei suoi sistemi operativi, Android e Chrome OS, ci sta pur sempre Linux, ho preferito semplificare il tutto limitandomi a tre.

appendice 2: potrei aggiungere pure IBM come quinta sorella, ma visto che il suo sistema operativo z/OS per mainframe è sì diffuso, ma molto settoriale, e visto comunque che offre in alternativa Linux, ho preferito ancora una volta semplificare il tutto limitandomi a tre.

7 commenti:

Andrea ha detto...

Purtroppo allo stato attuale delle cose, penso che solo una politica come quella di Canonical possa avere la forza di promuovere una distro al grande pubblico.
E credo sia giusto trovare delle distro più "main stream" ed altre più specifiche, l'importante e non ritrovarci ad usare tutti Ubuntu e derivati.
Sarebbbe la fine del mondo linux.

Lorenzo ha detto...

Io non capisco.
Canonical altro non fa che raccattare software sviluppato da altri di qui e di la' e impacchettarlo aggiungendo qualche patch. E non lo fa nemmeno in prima persona perche' demanda il grosso del lavoro a Debian, di cui Ubuntu e' una derivazione. Canonical NON sviluppa praticamente nessun software. lo distribuisce.

Apple assomiglia a Canonical solo perche' ha utilizzato codice "Open" per varie cose, per esempio MacOSX e' fondato su codice BSD. Safari e' fondato su codice KHTML, se non erro. Pero' sopra queste fondamenta ha poi sviluppato parecchie cose piu' o meno "proprietarie", come il sistema grafico, il DE, eccetera, che poi sono le cose che fanno la differenza (oltre all'hardware piu' o meno proprietario che e' un altro paio di maniche).

Non ho idea se e quanto MS abbia adottato policy similiad Apple nello sviluppo del proprio software. So solo che parecchi prodotti MS sono risultato di acquisizioni. Se MS pensa che gli serva un browser, va e compra una ditta che sviluppa browser. Gli serve un tool per deframmentare il disco? Va e compra. Eccetera.

Detto questo, dire che Linux e' competitivo con Windows e con MacOSX (intesi come "ambienti", includendo tutte le parti del sistema operativo, desktop environment e applicazioni) e' una barzelletta.
Non solo per i numeri in gioco, che vedono Linux su 1% dei personal computer ma sopratutto per la natura dell'universo Linux che e' fatto da due componenti:
1. aziende che contribuiscono software solo quando diventa impossibile commercializzarlo. E quindi significa che e' obsoleto o riservato a nicchie particolari.
2. hobbisti che si dedicano allo sviluppo solo se gli viene permesso di dare sfogo a tutte le loro voglie e pulsioni, cosa che rende impossibile coordinare gli sforzi nel produrre qualcosa di coerente ed adatto all'uso "di massa".

romeo ha detto...

Caro Lorenzo permettimi un paio di osservazioni citando il tuo commento.

[Canonical altro non fa che raccattare software sviluppato da altri di qui e di la' e impacchettarlo aggiungendo qualche patch. E non lo fa nemmeno in prima persona perche' demanda il grosso del lavoro a Debian, di cui Ubuntu e' una derivazione. Canonical NON sviluppa praticamente nessun software. lo distribuisce.]
1) che Canonical non sviluppi proprio nulla non è vero. L'infrastruttura Ubuntu One ne è una prova.
2) non vedo dove stia il problema nel raggruppare software sviluppato da altri, se questo è pubblicato sotto licenza gpl. Vai a leggerti la licenza e troverai scritto che il software open e libero consente, anzi invita, in piena buona coscienza a ridistribuirlo e a modificarlo se è il caso.
3) Ubuntu è una distribuzione come centinaia di altre, e in quanto tale ha proprio lo scopo di raccogliere e diffondere un insieme di software che ritiene utile.
4) quasi nessuno ormai inventa nulla, ma tutti riutilizzano, e i più bravi affinano. Anche nel software è la stessa cosa. Ti ricordo ad esempio che le tanto decantate interfacce grafiche di Windows, Mac, Gnome, KDE, ecc., hanno tutte origine dal lavoro della Xerox, ma nessuno se ne ricorda più.

[Detto questo, dire che Linux e' competitivo con Windows e con MacOSX (intesi come "ambienti", includendo tutte le parti del sistema operativo, desktop environment e applicazioni) e' una barzelletta. Non solo per i numeri in gioco, che vedono Linux su 1% dei personal computer...]
1) Dire che Windows e Mac sono più facili e più user-friendly di Linux è una barzelletta. Ormai il livello delle maggiori interfacce grafiche è così uniforme che è proprio solo questione d'abitudine. Uno usa solo Windows e dice che è meglio, uno usa solo Mac e dice che è meglio, uno usa solo Linux e dice che è meglio.
1) Sono quasi stanco di sentirmi dire che Linux è solo all'1% sui Desktop. Le statistiche sono sempre interpretabili. Infatti:
- nel settore dei netbook Linux se la gioca quantomeno alla pari con i concorrenti
- la maggior parte di Internet sta in piedi grazie a server Linux
- in ambito server Linux non ha rivali e con questo stiamo parlando di reti aziendali, del nostro mondo industrializzato insomma
- sempre più apparecchi, compresi gli elettrodomestici, fanno capo a codice Linux
- Il più grande rivale di iPhone, Android, è basato su kernel Linux

Forse è meglio rifare i conti a questo punto.

Lorenzo ha detto...

Il discorso di sviluppare contro distribuire e' semplicissimo: se X fa cagare, come e' ovvio, Canonical non si mette certo a svilupparne uno in proprio. Cosa che invece ha fatto Apple e che fa appunto la differenza tra Ubuntu e MacOSX (insieme a tante altre cose). La "qualita'" di Ubuntu e' IDENTICA a quella di Debian e delle altre distribuzioni, anzi, probabilmente inferiore in certi casi. Quindi il tuo errore consiste nel paragonare la FIAT ad un rivenditore di auto. FIAT le auto le progetta e le fabbrica, belle o brutte che siano. Il rivenditore le vende soltanto.

Ah, non farmi ridere con paroloni tipo "la infrastruttura di Ubuntu".

Riguardo il fatto dello 1%, ancora il nocciolo della questione e' semplicissimo: avere Linux sul robot marziano e' IRRILEVATE, soprattutto se fai un lungo sproloquio confrontando Apple, MS e Canonical. In un discorso del genere si prende in considerazione il mercato "consumer", cioe' vendere prodotti di massa. In questa logica e' evidente che Linux ha fallito in passato, sta fallendo adesso e fallira' in futuro. Il motivo, per la centomiliardesima volta, e' sempre collegato al fatto che 1. non ci sono risorse umane per fare meglio di cosi e 2. le risorse umane che ci sono sono sparpagliate in mille progetti piu' o meno futili e nel reinventare la ruota ogni giorno, perche' essendo software "libero", ognuno vuole essere "libero" di fare come gli pare. Risultato, un accrocchio risultante assemblando progetti incongruenti e spesso carenti di perse'. Mettici anche il masochismo del "Linuxista" che crede di essere qualcosa di "speciale" perche' per mettere in rete due PC deve smanettare due ore.

Sai cosa c'e' di veramente stancante? Che dopo tutti questi anni siamo ancora qui a ripetere le stesse cose. Il solo fatto che le ripetiamo dimostra il punto.

romeo ha detto...

Lorenzo,

ho capito che non siamo d'accordo su Ubuntu e il mondo open source in generale, ma non prendertela troppo dai!

Sai, nel mio paese vige una democrazia che include anche il rispetto delle opinioni altrui. Perciò pur non condividendo tutti i tuoi pensieri, ti dico: non sono d'accordo con te, ma sono disposto a morire pur di difendere il tuo diritto ad esprimerti liberamente.

Io continuerò a credere nel sistema operativo che ho scelto perché soddisfa le mie esigenze pratiche e, comunque la vuoi mettere, non mi impone nulla.
Tu farai a modo tuo ovviamente. Tanto su questo pianeta c'è sicuramente posto per entrambi ;-)

assistenza computer roma ha detto...

Ciao ho un blog http://elektrojoke.blogspot.com/ e mi piacerebbe fare uno scambio link..che ne dici?? ciao ;)

romeo ha detto...

Ciao "assistenza computer roma". Ho visitato il tuo blog e ho premuto il pulsante "Segui" di google nel riquadro "lettori del blog". Se anche tu fai altrettanto ci potremo seguire a vicenda e chi ci legge potrà accedere ai rispettivi link.

Grazie per l'interesse.