sabato, 22 dicembre 2007

Ubuntu in presa diretta

E va bene. Per una volta mi sono lasciato andare alla produzione casalinga di video. Ma volete mettere una pubblicità così ruspante della dinamicità del nostro sistema operativo rispetto a tante noiose pagine di recensioni e giudizi scritti? Una regola capitale che vale sempre è questa: meglio un'immagine di mille parole.
E allora mi sono buttato registrando "in diretta" il video del mio PC in un paio di filmati piuttosto voluminosi e lunghi. Per le registrazioni mi sono affidato allo strumento recordmydesktop con relativa interfaccia grafica gtk-recordmydesktop. Per poter visualizzare questi video dovete avere almeno una linea ADSL per scaricarli in un tempo ragionevole, oppure molta pazienza. Spero che alla fine troviate che ne sia valsa la pena.
Come ho detto all'inizio si tratta di riprese in diretta del mio schermo senza nessuna post elaborazione. Come sono venute, sono venute, compresa anche qualche operazione non riuscita o replicata. Pazienza. Quando avrò a disposizione un editor video decente che sappia trattare il formato OGG come si deve riuscirò anche a ripulire i video delle parti inutili. Per ora accontentatevi.


Ubuntu e Windows XP.ogg (36MB, 12 min): http://www.megaupload.com/?d=3ZR6ALIO
in questo video vedrete all'opera Windows XP all'interno di Ubuntu come fosse un'applicazione qualsiasi grazie allo strumento di virtualizzazione VirtualBox. Non c'è audio.

Effetti Compiz.ogg (430MB, 26 min): http://www.megaupload.com/?d=8W3KEW67
in questo video vedrete la presentazione della maggior parte degli effetti 3D sul Desktop grazie all'uso di Compiz-Fusion. Il mio portatile è dotato di scheda video nVidia quindi con Ubuntu Gutsy non ho avuto problemi ad attivare i famosi effetti. C'è l'audio che inizia dopo qualche minuto.

Buona visione a tutti.

giovedì, 20 dicembre 2007

Uno script per spostare files e cartelle selezionati

Ciao a tutti,

oggi vi presento uno script che permette di selezionare uno o più files, una o più cartelle, e spostarli in una cartella destinazione. Il tutto senza dover aprire due finestre Nautilus, o dover navigare nell'albero della struttura del disco.
Questo script è costituito da comandi shell e non è in Python come quelli che ho già presentato un po' di tempo fa, ma può essere collocato nella stessa cartella degli scripts per Nautilus (~/.gnome2/nautilus-scripts). Il principio di funzionamento è identico agli scripts Python. Si deve rendere il file contenente lo script shell eseguibile ed è tutto.
Per usarlo selezionare gli oggetti da spostare e richiamarlo con il tasto destro del mouse. Viene visualizzata la seguente finestra per selezionare la cartella di destinazione:


premere OK e il lavoro è finito.

Spero lo troviate utile. Lo potete scaricare da questo link: invia-file

P.S. lo script non è stato creato da me, ma purtroppo non ho trovato chi sia l'autore originale per poterlo ringraziare.

sabato, 10 novembre 2007

Ubuntu Gutsy e la Virtualbox capricciosa

Il software di virtualizzazione Virtualbox è molto comodo per provare installazioni particolari senza dover toccare il proprio sistema stabile. È utile anche per chi deve usare programmi Windows che proprio non vanno nemmeno con Wine.
Io ho iniziato ad usarlo con Ubuntu Feisty e devo dire con piena soddisfazione. Tuttavia quando è arrivato Gutsy, e ho reinstallato il mio sistema, le cose non sono andate così lisce. Se con Feisty mi era bastato aggiungere il repository specifico per iniziare a lavorare, con Gutsy le macchine virtuali non partivano, e nemmeno il supporto all'interfaccia USB era attivo.
A quanto pare queste "regressioni" sono dovuto a delle scelte sulle impostazioni di default in Gutsy che richiedono degli interventi manuali prima di poter usare appieno Virtualbox. In rete ci sono numerosi link che parlano di questi problemi e di come risolverli, ma molto spesso sono citati singolarmente, e mai riuniti assieme. Per questo mi sono deciso a scrivere questo breve post sull'argomento.

Premessa: io ho usato l'installazione dal repository specifico preso dal sito di Virtualbox e non quella presente nel repository di Gutsy. Per questo non posso garantire che le spiegazioni che seguono siano valide in tutti i casi.

Problema 1: all'avvio di una macchina virtuale esce un messaggio di errore che parla di kernel e accessi impediti al device /dev/vboxdrv. La macchna virtuale poi si spegne e non parte.
Soluzione 1: aprire un terminale (o usare la scorciatoia ALT+F2) ed eseguire il comando seguente: sudo chmod 666 /dev/vboxdrv
adesso la macchina virtuale parte e può funzionare normalmente.

Problema 2: quando si inizia la creazione di una macchina virtuale, o quando si avvia, esce un messaggio di avviso che ci informa che l'interfaccia USB non è disponibile. In questo caso la macchina virtuale funziona bene in tutto ad eccezione dell'interfaccia USB. Non ci è possibile ad esempio leggere dati da una penna o da un disco USB. Insomma niente di ciò che si può connettere via USB potrà essere usato.
Soluzione 2: aprire un terminale (o usare la scorciatoia ALT+F2) ed eseguire il comando seguente: gksudo gedit /etc/init.d/mountdevsubfs.sh
una volta aperto il file cercare il termine "magic" per posizionarsi nel punto interessato alla modifica. Si noterà un paragrafo come questo:

#
# Magic to make /proc/bus/usb work
#
# mkdir -p /dev/bus/usb/.usbfs
# domount usbfs "" /dev/bus/usb/.usbfs -obusmode=0700,devmode=0600,listmode=0644
# ln -s .usbfs/devices /dev/bus/usb/devices
# mount --rbind /dev/bus/usb /proc/bus/usb

dobbiamo intervenire sulle righe di comando attualmente sotto commento e attivarle. Dopo le modifiche il paragrafo risulterà così:

#
# Magic to make /proc/bus/usb work
#
mkdir -p /dev/bus/usb/.usbfs
domount usbfs "" /dev/bus/usb/.usbfs -obusmode=0700,devmode=0600,listmode=0644
ln -s .usbfs/devices /dev/bus/usb/devices
mount --rbind /dev/bus/usb /proc/bus/usb

salvare il file e riavviare il PC. Adesso le macchine virtuali hanno a disposizione anche l'interfaccia USB.

Problema3: si connette ad esempio una penna USB, ma dalla macchina virtuale non è possibile accedervi. La periferica è bloccata.
Soluzione3: aprire la gestione gruppi e utenti e verificare quale ID è stato assegnato al gruppo vboxusers. Normalmente gli viene assegnato il valore 1001.
Adesso aprire un terminale (o usare la scorciatoia ALT+F2) ed eseguire il comando seguente inserendo l'ID del gruppo vboxusers (nel nostro caso 1001):
sudo mount -t usbfs -o devgid=1001,devmode=664,nodev,noexec,nosuid none /proc/bus/usb
Da questo momento in avanti, fino allo spegnimento della macchina virtuale, la stessa potrà accedere alle periferiche USB. Quando si avvia di nuovo una macchina virtuale il problema può ripresentarsi. Basta allora rieseguire il comando.

Questo è quanto. Ora buon lavoro con Virtualbox!

sabato, 4 agosto 2007

Allineare contatti e calendari Google con Evolution e viceversa

Con questo post purtroppo non posso mostrare dei miracoli, ma almeno ciò che allo stato attuale è già possibile, o che lo potrebbe essere fra non molto.

Da quando GMail (Google Mail) è entrato a far parte della mia vita il client di posta Evolution ha decisamente perso importanza per me. Anzi, per dirla tutta, non lo uso proprio più. Nella famiglia dei prodotti web di Google c'è la posta, la rubrica, il calendario, il blocco note. Insomma tutto ciò che fa Evolution, lo fa anche Google, con il vantaggio che in qualsiasi parte del mondo io mi trovi, basta accedere al mio account Google e tutto è lì senza dovermi portare appresso il PC portatile.

Ciò non toglie che Evolution sia integrato con Gnome e permetta di:
  1. visualizzare il calendarietto dal pannello dove c'è l'orologio
  2. accedere alla sua rubrica da OpenOffice per creare e-mail o lettere in serie
  3. mettere a disposizione i contatti per altri applicativi come Pidgin, Ekiga, l'opzione "Invia a..." di Nautilus, ecc.
Insomma malgrado l'uso del calendario e della posta Google, sarebbe buona cosa poter tenere traccia anche in Evolution dei contatti della rubrica e degli appuntamenti a calendario.


Visualizzare i calendari di Google in Evolution
Grazie alla veloce e facile procedura descritta qui:
http://johnnyjacob.wordpress.com/2006/04/30/google-calendar-in-evolution/
è possibile visualizzare in Evolution i nostri calendari creati in Google. Si tratta di un'operazione a sola andata nel senso che i calendari in Evolution saranno solo in visualizzazione, ma questa è proprio l'operazione più utile in fin dei conti. Per chi si affida ai calendari Google, l'importante è poter gestire ogni cosa da qui, mentre la visualizzazione in Evolution diventa solo un ulteriore comfort.
Io ho provato questa procedura, anche con altri calendari pubblici offerti in rete (vedi ad esempio icalShare), e devo dire che funziona tutto perfettamente. Indagando in rete ho scoperto però che esiste un problema aperto e riconosciuto tale con l'uso dei calendari di Google in Evolution. A questo indirizzo potete leggere i dettagli:
https://bugs.launchpad.net/ubuntu/+source/evolution/+bug/74070
A me va tutto bene, ma ci tenevo ad avvertirvi che se incontrate dei problemi, potrebbero essere dovuti a questo bug e non a qualcosa che avete sbagliato. Immagino comunque che per l'uscita di Gutsy non ci saranno più problemi di sorta.


Esportare i contatti da Evolution e importarli in Google-mail
Quando è appena stato creato l'account Google c'è ovviamente la necessità di importare la rubrica che fino a questo momento è stata usata in Evolution.
Aprendo un foglio OpenOffice Calc si può accedere alla rubrica e copiarne il contenuto nella griglia. Poi si salva la griglia in formato CSV. Il file CSV è poi importabile in Google-mail usando la funzionalità "Importa" nella pagina dei contatti. Non tutto sarà perfetto e i contatti andranno ritoccati qua e là, ma è meglio che doverli ricreare da zero.


Esportare i contatti da Google e importarli in Evolution
Quando è un po' che si usa solo Google-mail e non più Evolution, i contatti possono essere cambiati e possono essercene di nuovi. Può essere utile quindi reimportarli in Evolution per aggiornare la rubrica.
Da Google-mail è possibile creare un file CSV contenente tutta la rubrica usando la funzionalità "Esporta" nella pagina dei contatti. Ho fatto qualche test e l'importazione diretta del file CSV in Evolution è tecnicamente possibile, ma dai risultati sconfortanti. Meglio fare un passaggio intermedio trasformando i dati dal formato CSV al formato vCard. Per fare questo comodamente senza installare nulla andare a questo indirizzo CSV to vCard e seguire i facili passi descritti. Una volta salvato il nuovo file *.vcf si può entrare in Evolution e importare questo file.
Consiglio vivamente di importare in una rubrica a parte perché il lavoro di importazione sarà tutt'altro che perfetto. Dalle prove che ho fatto almeno il nominativo, un indirizzo e-mail, e qualche numero telefonico, vengono importati correttamente. In ogni caso bisogna lavorarci per avere di nuovo una rubrica utilizzabile, soprattutto per la parte indirizzi.

La qualità di importazione ed esportazione fra Google-mail ed Evolution allo stato attuale non è buona, ma al momento è il massimo che si può ottenere. Sono sicuro che in futuro le cose potrebbero migliorare, sia da una parte che dall'altra.

mercoledì, 1 agosto 2007

Blender: l'evoluzione di un'interfaccia geniale

Un po' sulla falsa riga di quanto ho fatto per Ubuntu nel mio post "L'origine della specie", anche per Blender vorrei ripercorrere qui la storia della sua interfaccia con le immagini delle singole versioni che si sono succedute nel tempo e che sono riuscito ancora a far funzionare per poterle creare. A quanto si legge in rete la prossima versione 2.50 sarà piuttosto rivoluzionaria sotto questo aspetto, quindi questo post si giustifica più che mai.
Guardare un momento al passato per apprezzare il presente e il futuro non è cosa sbagliata.


La storia completa di tutte le versioni di Blender può essere così riassunta:
  • ver. 1.00, gennaio 1996, Blender è in sviluppo presso l'animation studio NeoGeo (Olanda)
  • ver. 1.23, gennaio 1998, versione SGI pubblicata sul web, IrisGL
  • ver. 1.30, aprile 1998, versione Linux e FreeBSD, portata su OpenGL e X
  • ver. 1.3x, giugno 1998, fondata la NaN
  • ver. 1.4x, settembre 1998, rilasciate versioni alpha per Sun e Linux Alpha
  • ver. 1.50, novembre 1998, pubblicato il primo manuale
  • ver. 1.60, aprile 1999, C-key (nuova caratteristica bloccata dal costo di $95), rilasciata versione per Windows
  • ver. 1.6x, giugno 1999, rilasciate versioni per BeOS e PPC
  • ver. 1.80, giugno 2000, fine di C-key, Blender è nuovamente completamente freeware
  • ver. 2.00, agosto 2000, motore interattivo 3D e in tempo reale
  • ver. 2.10, dicembre 2000, nuovo motore, fisica e Python
  • ver. 2.20, agosto 2001, sistema per l'animazione di personaggi
  • ver. 2.21, ottobre 2001, lancio pubblico di Blender
  • ver. 2.2x, dicembre 2001, versione per Mac OSX
  • ver. 2.25, febbraio 2002, nuovo rilascio
  • ver. 2.30, ottobre 2003, nuovo rilascio (vedi specifiche sul sito di Blender.org)
  • ver. 2.31, dicembre 2003, nuovo rilascio (vedi specifiche sul sito di Blender.org)
  • ver. 2.32, febbraio 2004, nuovo rilascio (vedi specifiche sul sito di Blender.org)
  • ver. 2.33, maggio 2004, nuovo rilascio (vedi specifiche sul sito di Blender.org)
  • ver. 2.34, agosto 2004, nuovo rilascio (vedi specifiche sul sito di Blender.org)
  • ver. 2.35, novembre 2004, nuovo rilascio (vedi specifiche sul sito di Blender.org)
  • ver. 2.36, dicembre 2004, nuovo rilascio (vedi specifiche sul sito di Blender.org)
  • ver. 2.37, maggio 2005, nuovo rilascio (vedi specifiche sul sito di Blender.org)
  • ver. 2.40, dicembre 2005, nuovo rilascio (vedi specifiche sul sito di Blender.org)
  • ver. 2.41, gennaio 2006, nuovo rilascio (vedi specifiche sul sito di Blender.org)
  • ver. 2.42, luglio 2006, nuovo rilascio (vedi specifiche sul sito di Blender.org)
  • ver. 2.43, febbraio 2007, nuovo rilascio (vedi specifiche sul sito di Blender.org)
  • ver. 2.44, maggio 2007, nuovo rilascio (vedi specifiche sul sito di Blender.org)
  • ver. 2.45, settembre 2007, nuovo rilascio (vedi specifiche sul sito di Blender.org)
  • ver. 2.46, maggio 2008, nuovo rilascio (vedi specifiche sul sito di Blender.org)
  • ver. 2.50, ??? 2008, nuovo rilascio con grandi modifiche d'interfaccia?


Ho scaricato tutte le versioni disponibili dal sito di Blender cercando di avviarle in modo da poter salvare l'immagine della schermata principale. Spesso è stata la versione per Linux a funzionare, ma a volte, causa dipendenze di librerie non più soddisfatte, ho dovuto far capo alla versione per Windows installandola mediante Wine, e devo dire con risultati decisamente apprezzabili (bravi quelli del progetto Wine).

Bene, andiamo ad iniziare con il 1999 e la versione 1.60:












versione 1.80, anno 2000



versione 2.04, anno 2001



versione 2.25, anno 2002



versione 2.26, anno 2002



versione 2.27, anno 2003



versione 2.28, anno 2003



versione 2.30, anno 2003



versione 2.31, anno 2003



versione 2.32, anno 2004



versione 2.33, anno 2004



versione 2.34, anno 2004



versione 2.35, anno 2004



versione 2.36, anno 2004



versione 2.37, anno 2005



versione 2.40, anno 2005



versione 2.41, anno 2006



versione 2.42, anno 2006



versione 2.43, anno 2007



versione 2.44, anno 2007



versione 2.45, anno 2007























Se qualcuno ha altre immagini di versioni che io non sono riuscito a riprodurre me le può segnalare, così posso completare la collezione in onore di questo software davvero spettacolare. Soprattutto per gli utenti Linux può ormai fungere da strumento grafico 2d e 3D (ovvio), da editor di immagini, da video editor avanzato (meno ovvio), e quant'altro abbia a che fare con la multimedialità e il mondo virtuale.

sabato, 14 luglio 2007

da Windows a Linux: la conversione - 19

Più di un anno è passato dal mio ultimo post su questa "saga" del tutto personale e ho sentito che il momento è giunto per chiudere in bellezza con un'altra puntata. Chi volesse recuperare le diciotto puntate precedenti può trovarle facendo clic su una delle etichette assegnate al presente post.

Stiamo usando Ubuntu Feisty e siamo in viaggio verso Ubuntu Gutsy. Nel frattempo è stato rilasciato Windows Vista, ma se non fosse stato per le inevitabili notizie in rete, e alla televisione, non me ne sarei nemmeno accorto. Cosa intendo esattamente?
Qualcuno forse ricorderà il grande riscontro, meritato o meno, avuto dai precedenti rilasci di Windows 3.11, rispettivamente di Windows 95. Grandi proclami sui giornali, alle televisioni, alle radio. La canzone "Start me up" dei Rolling Stones ascoltata fino alla nausea per lanciare Windows 95 e il suo nuovo menu di avvio (Start).
C'erano letteralmente le code ai negozi, in una delle quali mi trovavo anch'io (che imbarazzo pensandoci oggi), per acquistare le confezioni azzurrine di Windows 95.










Ebbene sono convinto che da allora le cose siano cambiate. Windows Vista è sì stato lanciato sul mercato, ma l'impressione è che non ci sia stata la stessa convinzione delle altre volte. Sembra quasi che le continue critiche ricevute sulle prestazioni di Vista ancora prima del lancio ne abbiano già fiaccato l'entusiasmo. Il prezzo del nuovo sistema operativo, unito al fatto che per ottenere il meglio da esso sarebbe meglio cambiare il PC, hanno notevolmente freddato gli animi dei consumatori. Ormai il PC è diventato un elettrodomestico come l'aspirapolvere. In tutte le case se ne trova almeno uno, e ogni giovane vuole averlo per non restare escluso dal gruppo degli altri. Senza contare che in aggiunta ci vuole anche la PlayStation. Siamo passati da un apparecchio elitario, posseduto da alcuni, ad un apparecchio di massa che pesa sui bilanci famigliari di tutte le famiglie di tutte le tasche. Ecco perché Windows Vista non è stato accolto come gli atri storici rilasci. Nelle case ci entra per inerzia, dato che è installato per difetto su tutti i nuovi PC, ma la gente non ha più fatto la fila nei negozi per acquistarlo.

A questo punto entra in scena il nostro amato pinguino
.
Nelle nostre case sono presenti migliaia e migliaia di PC ancora in ottimo stato, con delle prestazioni ampiamente sufficienti per il normale uso quotidiano (ufficio, studio, navigazione in rete, ecc.). Per quale accidenti di motivo una famiglia dovrebbe spendere una cifra per comperare un nuovo PC solo per usare un nuovo sistema operativo che di veramente nuovo ha ben poco? Perché non fare un piccolo sforzo e provare ad usare Ubuntu ad esempio? Non c'è nulla da perdere, tutto è gratuito. Il LiveCD permette di provare immediatamente il prodotto senza minimamente mettere a repentaglio il nostro attuale sistema Windows. Se piace si può fare il grande passo, se non piace si può andare avanti come prima.

Nel mio caso, da quando sono passato esclusivamente ad Ubuntu, non ho rimpianto assolutamente nulla del mondo Windows, e questa mia serie di post sul tema lo sta a dimostrare.
  • un sistema operativo sicuro e pratico da usare? Ubuntu 1 - Windows 0
  • un sistema operativo veloce, snello e leggero? Ubuntu 1 - Windows 0
  • un sistema operativo libero e che mi lasci la mia libertà? Ubuntu 1 - Windows 0
  • un sistema con ampia scelta di software? Ubuntu 2 -Windows 1 (con Ubuntu ho davvero l'imbarazzo della scelta e sempre allo stesso prezzo: zero)
  • un sistema operativo innovativo e attraente? Ubuntu 1 - Windows 0
  • scelta fra diverse interfacce grafiche? Ubuntu 3 - Windows 1
  • ampia libertà di impostazione dell'interfaccia grafica? Ubuntu 2 - Windows 0
  • ecc., ecc. ? Ubuntu 1 - Windows 0
Negli ultimi tempi anche nel settore più debole di Linux, cioè le elaborazioni di file multimediali, si sta rapidamente muovendo qualcosa. Gli editor di file video stanno facendo capolino sulla scena (Pitivi, Cinelerra, Blender), e si può iniziare a creare qualcosa di concreto con essi, anche a livello professionale. Quindi anche l'ultimo ostacolo sta per essere eliminato. Chi è appassionato di elaborazioni video a partire da Gutsy (ma anche in Feisty in parte), avrà delle opzioni valide a sua disposizione. E non mi si venga a dire che per creare il filmatino delle vacanze è indispensabile usare Sony Vegas! (la Rolls Royce degli editor).

Concludo quindi questa serie di post confermando tutto quanto di positivo ho già avuto modo di esporre in passato. I sistemi basati su Linux hanno raggiunto uno stadio di raffinatezza tale, che vale veramente la pena farci un giro di prova. Niente obbligo di acquisto. Vi convincerete da soli quale sia il sistema migliore. Il budget famigliare vi ringrazierà, il vostro fegato vi ringrazierà, l'integrità dei vostri dati vi ringrazierà, e anche i vostri occhi vi ringrazieranno per il piacere dato dalle nuove interfacce con effetti 3D che solo Linux oggi vi offre.

mercoledì, 27 giugno 2007

Le reali necessità in ambito software

Diciamoci la verità: quanti di noi hanno delle esigenze tali da dover sfruttare appieno tutte le più recondite funzionalità degli strumenti software che il mercato ci offre?

Secondo me nessuno.

Avete mai pensato a quante funzionalità sono disponibili in prodotti come Microsoft Office, Windows Vista o Adobe Photoshop solo per fare gli esempi più comuni e conosciuti?
A occhio e croce direi che ognuno di questi prodotti offre diverse centinaia di funzionalità e combinazioni infinite fra di esse.
Nel mondo sono milioni e milioni i PC utilizzati da ogni tipo di utente, ma fra questa moltitudine quanti effettivamente sfruttano i software citati in misura tale da ritenere compensata la spesa necessaria al loro acquisto?

Secondo me ben pochi.

A questo punto appaiono in tutta la loro evidenza la logica di mercato da una parte, e la moda dall'altra.
Un classico esempio è quello di un utilizzatore amatoriale di Adobe Photoshop che lo usa solamente per schiarire o scurire qualche foto, o per togliere gli occhi rossi da qualche altra. Ebbene un uso così misero di un prodotto professionale ed eccelso come Photoshop grida vendetta. Photoshop è un prodotto per grafici e fotografi professionisti, non per un uso amatoriale casalingo, quindi anche il prezzo è piuttosto elevato. Tuttavia il prodotto è talmente noto, è talmente di moda, è così "in" dire "ieri ho elaborato le mie foto con Photoshop", che un sacco di gente lo compera senza nemmeno immaginarne lontanamente le vere potenzialità, senza mai arrivare a sfruttarne la millesima parte in tutta la sua vita.

E allora io mi chiedo: perché non usare GIMP? È gratuito e per la stragrande maggioranza degli utenti è già fino troppo potente. È un insulto anche per GIMP usarlo solo per togliere gli occhi rossi, ma se non altro il conto in banca non ne risente.

Un discorso analogo lo si può fare con Microsoft Word, Excel, e compagnia. La maggior parte degli utilizzatori usa Word per scrivere ogni tanto una lettera, al massimo quelli più avanzati arrivano a scrivere una serie di lettere appoggiandosi ad una lista di recapiti separata. Tutto qui. Persino gli scrittori non sfruttano tanto più di un indice, un po' di grassetto e corsivo, qualche variazione di carattere e paragrafi. Anche in questo caso andiamo a spendere un sacco di soldi per essere sempre aggiornati all'ultima suite di MS Office perché gli amici ce l'hanno anche loro, perché è di moda, perché Microsoft dice che è più facile da usare. Nessuno però si rende conto che questi prodotti, cosiddetti da ufficio, hanno funzionalità molto potenti che vanno ben oltre la semplice stesura di un testo, o la semplice compilazione di una griglia con dei valori numerici. Ci sono funzionalità che penso nessuno ha mai scoperto perché nessun utilizzatore normale le richiede. Tutti i prodotti di Office possono fare ben di più presi singolarmente, ma anche interagendo fra loro. Ma quanti fra i milioni di utilizzatori le sfrutta mai tutte queste potenzialità?

E allora io mi chiedo: perché non usare OpenOffice? È gratuito e in quanto a funzionalità sicuramente paragonabile a MS Office. Nessuno riuscirà mai a sfruttare appieno nemmeno le funzionalità di OpenOffice, ma se non altro il conto in banca non ne risente.

Per ultimo lascio l'esempio del sistema operativo. Cito Windows Vista, ma il discorso è analogo per tutti. Un sistema operativo ci permette di interagire nel modo più confortevole possibile con il nostro PC, e fa in modo che tutte le periferiche connesse funzionino correttamente. Questo è quanto il normale utente percepisce. Si accende il PC ed ecco che il sistema operativo ne prende immediatamente il controllo presentandoci la nostra amata interfaccia grafica. In realtà un sistema operativo esegue molto lavoro nascosto che non vediamo mai a meno che non andiamo appositamente ad indagare dietro le quinte. Oltre a questo lavoro oscuro, ma indispensabile, ci sono molte, moltissime funzionalità che non vengono mai o poco sfruttate dal normale utilizzatore. La maggior parte usa il sistema operativo come mezzo per eseguire i programmi che gli servono (Office, Photoshop, ecc.), e niente altro. Qualcuno in più si preoccupa di gestire un firewall e un antivirus, ma oltre a ciò poco o nulla. Chi non è un professionista del ramo usa coscientemente una minima parte delle funzionalità di un sistema operativo.

E allora io mi chiedo: perché non usare una distribuzione GNU/Linux? È spesso gratuita e in quanto a funzionalità non ha proprio nulla da invidiare ai sistemi proprietari a pagamento, anzi, come ben sappiamo noi, Linux è decisamente migliore.


Ecco quindi il senso del titolo di questo post: togliamo l'effetto mercato e l'effetto moda, cosa resta? Per la maggior parte dei fruitori di prodotti informatici ben poche e basilari esigenze. Tutti i prodotti disponibili oggi, sia commerciali, che free, vanno ormai ben oltre. Parallelamente anche l'hardware deve essere sempre più potente per supportare questi divoratori di risorse. Il cerchio ora si chiude, ed è per questo che invito tutti a riflettere sulle proprie scelte. Se continuiamo pedestremente a seguire le sirene del mercato non ne usciamo più, e le nostre finanze famigliari continueranno a piangere. Passare all'alternativa free e open source invece ci permette di risparmiare un sacco di soldi pur non rinunciando a nessuna delle funzionalità che realmente usiamo.

Meditate gente, meditate. Ubuntu è a portata di un click.

martedì, 26 giugno 2007

BLENDER: bibliografia essenziale

Mi sembra il momento giusto di pubblicare una piccola bibliografia dei testi e dei riferimenti in rete che ho usato, sto usando, e userò per continuare il mio lentissimo studio autodidattico di questo magnifico prodotto software open source che si chiama Blender.


Libri pubblicati dalla fondazione Blender
  • Guida Blender 2.3. Si tratta di un libro ormai vecchio rispetto all'attuale versione di Blender, ma i concetti fondamentali sono sempre validi. Ritengo possa essere un buon punto di partenza per rompere il ghiaccio.
  • Blender Essential. Nuovissima pubblicazione, fresca di stampa, che dovrebbe essere solo la prima di una serie che tratta tutti gli aspetti e le funzionalità delle versioni più recenti. Specificatamente questo libro è basato proprio sull'ultima versione 2.44.
nota: Progetti open source di ampio respiro come Blender non vivono di solo volontariato. Per poter progredire in modo adeguato hanno bisogno di fondi. Con le sue pubblicazioni la Blender Foundation raggiunge due scopi: spiegare Blender a chi vuole usarlo, e creare un'entrata economica con le vendite. Ricordatevi quindi che se acquistate questi libri nello stesso tempo aiutate anche Blender a crescere.



Libri pubblicati da autori non direttamente legati alla fondazione Blender
  • Introducing Character Animation with Blender. Si tratta di un libro molto interessante e dedicato specificatamente alla creazione di animazioni con Blender. È basato sulla versione 2.43, quindi molto recente. L'autore è Tony Mullen che ha delle ottime qualità didattiche e sa spiegare in modo chiaro e comprensibile.
  • Bounce, Tumble, and Splash! Simulating the Physical World with Blender 3D. Questo è il titolo provvisorio di un libro non ancora scritto. Si tratta del nuovo progetto dello stesso Tony Mullen del libro precedente che questa volta si concentra sulle simulazioni fisiche del mondo reale con Blender. L'autore stima di poter concludere la stesura del testo per l'autunno di quest'anno. Staremo a vedere. Se la qualità è la stessa del primo libro, non c'è dubbio che sarà un acquisto da fare.
  • La 3D libre avec Blender. Questo testo francese è pure molto ben scritto e si prefigge lo scopo di presentare Blender nella sua globalità (modellazione, animazione, illuminazione, materiali, rendering, ecc.), basandosi sulla versione 2.42.


Altre risorse in rete
  • BlenderWiki. Questa ovviamente è la risorsa regina perché in rete e in aggiornamento costante. Qui si trova la documentazione ufficiale del manuale che viene sempre aggiornata man mano che vengono rilasciate nuove versioni di Blender. Inoltre ci sono dei tutorial tematici scritti da utenti esperti. Infine ci sono anche tutti i documenti di coloro che hanno collaborato allo sviluppo di particolari funzionalità di Blender nell'ambito dei GSoC (Google Summer of Code).
  • BlenderArtistsForums. Qui si trova il forum principale degli utenti di Blender. Chiunque qui può trovare risposta alle sue domande, oppure può partecipare attivamente aiutando gli altri. Qui come in qualsiasi forum si trovano utenti esperti e utenti in difficoltà. Ogni domanda è lecita, basta sempre attenersi alla buona educazione e al rispetto per gli altri.
Oltre a quanto da me esposto sopra ci sono altre risorse interessanti soprattutto in rete. Basta avviare una ricerca con Google e si trovano centinaia di siti con tutorial e spiegazioni di tutti i tipi e per tutti i livelli di capacità.

martedì, 5 giugno 2007

Ubuntu e la trasparenza degli upgrade

Sono oramai passati 3 anni dalla nascita di Ubuntu (2004 - 2007) e sono passati anche diversi upgrade da una versione all'altra. A questo proposito non bisogna nascondere che finora un'installazione nuova è sempre stata la soluzione migliore rispetto all'aggiornamento. Parecchi problemi riscontrati nelle varie versioni dopo l'aggiornamento sono stati risolti da un'installazione pulita da zero. Qualche esempio capitato a me?
  • da quando il file delle unità disco fstab è passato alla gestione UUID la mia swap non si è più montata al boot. Su uno dei laptop ho fatto una nuova installazione e tutto è a posto, sull'altro ho dovuto fare un intervento manuale per reimpostare la swap alla vecchia maniera.
  • i suoni audio di sistema su uno dei portatili, il Dell, dopo uno degli upgrade sono spariti completamente. Non c'è stato niente da fare. Solo i suoni dei vari applicativi (Audacity, Totem, ecc.) si sentivano ancora regolarmente, ma quelli di sistema no. La soluzione è stata un'installazione da zero.
  • Dopo l'ultimo aggiornamento a Feisty sul laptop Compaq HP quando richiedo le proprietà di un file da Nautilus, quest'ultimo si blocca e devo forzarne l'uscita. E questo solo dopo il boot del PC, perché dopo il riavvio di Nautilus tutto funziona perfettamente. Sull'altro portatile, il Dell, ho fatto una nuova installazione e lì il problema non c'è.
D'accordo non si tratta di problemoni insormontabili, ma comunque ci sono stati e la soluzione è sempre stata una nuova installazione pulita. Per chi non è convinto basta fare un giretto nei vari forum della comunità e leggere le tonnellate di post da parte di chi ha avuto problemi ben maggiori dei miei e per i quali l'unica soluzione è stata una nuova installazione. C'è addirittura chi suggerisce che ogni 3-4 versioni (2 anni), bisognerebbe comunque fare una nuova installazione per ritornare ad avere una macchina pulita.
Devo dire tuttavia che con Feisty i problemi sono stati davvero minimi, quasi inesistenti, e qualcosa mi dice che dalla prossima versione Gutsy potrebbero anche sparire completamente.
Il mio personale consiglio a questo punto potrebbe essere quello di effettuare un'installazione da zero con Feisty aspettando Gutsy con una macchina bella pulita, oppure addirittura aspettare Gutsy per rifare l'installazione in modo da partire con una macchina ben installata e una versione finalmente stabile da questo punto di vista.
Questo post potrebbe sembrare controproducente per chi, come me, è un sostenitore di Linux e della sua tanto decantata stabilità. Le frasi più ricorrenti sono del tipo: vedrai con Linux niente più crash, lo installi e per anni funziona sempre senza interventi, ecc., ecc.
Tutto vero sicuramente per quanto riguarda i server. Per i desktop il discorso è a tutt'oggi un po' diverso. Non scordiamoci che fino a pochi anni fa Linux era riserva per ragazzacci un po' fuori che facevano tutto da linea di comando e ne erano orgogliosi. Ora, soprattutto grazie all'avvento di Ubuntu, è scoppiata definitivamente la mania, la moda, la consapevolezza del desktop alternativo gratuito o comunque a basso costo. In pochissimi anni Linux ha voluto colmare il gap con i concorrenti storici, Apple e Windows, e addirittura ora con Compiz li vuole superare alla grande. Questa prodigiosa metamorfosi però ha un prezzo. Ci sono ancora delle lacune di stabilità da colmare. Non nella proverbiale stabilità di GNU/Linux in quanto tale, ma nelle operazioni di manutenzione necessarie nel tempo.
Solo quando un aggiornamento riuscirà ad essere completamente trasparente, cioè quando tutto ciò che funzionava prima continua a funzionare, e ciò che non funzionava inizia a funzionare, allora potremo dire di possedere un vero concorrente sul mercato dei desktop.
Fino a quel giorno non dovremo meravigliarci se un normale utente non tecnico si scoraggia e torna a Windows davanti alla prospettiva di dover reinstallare il proprio sistema come unica via d'uscita.

venerdì, 6 aprile 2007

Collezione di scripts Nautilus tradotta in italiano - aggiornamento per Feisty

Ciao a tutti,

è un po' che non mi faccio sentire e colgo l'occasione ora per aggiornare tutti gli interessati sui famosi scripts per Nautilus creati dal nostro amico spagnolo Javier. Per chi si fosse perso i dettagli invito a leggere i seguenti posts:

Scripts Nautilus - 1a parte
Scripts Nautilus - 2a parte

La nuova versione di Ubuntu Feisty uscirà con il linguaggio Python 2.5 come default, e questo ha causato alcuni problemi di funzionamento ai nostri scripts. Il prode Javier ha così analizzato e risolto tutto fornendo sul suo blog le modifiche da applicare. Niente di straordinario, e oltretutto è trasparente con l'attuale situazione di Edgy nel senso che gli scripts modificati funzionano comunque anche ora.
Io ho applicato le modifiche anche agli scripts tradotti in italiano e ho aggiornato gli archivi compressi che potete scaricare nei due post citati in precedenza.
Aggiornate i vostri scripts attuali con questi modificati, così sarete già pronti ad usarli anche con la nuova Feisty.